Volla. ‘Associazione Oltre’ pone riflessioni sul tentativo di ‘sistemazione’ del manufatto abusivo alla Villetta Navarro. Focus sulla delibera di Giunta  controversa

Volla (Na) – Una strana idea di ‘sistemazione politica’, alquanto singolare e controversa, relativa a un presunto abuso edilizio presente alla Villetta Agostino Navarro avrebbe spinto la Giunta Municipale, presieduta dal sindaco Giuliano Di Costanzo, ad approvare un discutibile provvedimento andato nel mirino della contestazione della neonata Associazione Oltre, presieduta dall’ex sindaco Andrea Viscovo, che ha posto degli inquietanti interrogativi rispetto al possibile impiego di danaro pubblico al fine di realizzare lo spostamento del manufatto abusivo all’interno del perimetro dello spazio pubblico senza che venga chiarito l’addebito del ripristino dello stato dei luoghi all’autore dell’abuso edilizio. Ad arricchire il racconto di questa vicenda piomba la notizia che la gestione della villetta è assegnata all’associazione Diamoci una Mano, vicina al consigliere comunale del PD Giuseppe Granata, in forza di un titolo che presumibilmente sarebbe scaduto da qualche anno, non risulterebbero rinnovi per la gestione. Proprio in questa villetta comunale, inoltre, l’anno scorso erano previsto dei laboratori per l’istituzione di un centro educativo e ricreativo provvisorio con soldi pubblici rivolto ai minori indigenti organizzato dall’Officine delle Idee, altra associazione di area del PD presieduta da Rosa Praticò, candidata con il partito della Schlein con Di Costanzo. Poi, arrivò l’inchiesta di TuttoVesuvio che mise in luce le procedure amministrative irregolari riguardanti l’assegnazione dei fondi a queste associazioni e saltò il laboratorio di Officina delle Idee. Un anno di amministrazione fallimentare per il governo di Giuliano Di Costanzo.

La Delibera di Giunta Comunale n. 48 del 12 giugno 2026 il Comune ha dato un indirizzo per una serie di interventi sulla villetta, di proprietà comunale, intitolata Agostino Navarro: nuovi parcheggi, sistemazione dei marciapiedi, rimozione di alberature ritenute pericolose, rifacimento di tratti di Via G. Verdi e Via Eduardo De Filippo e, soprattutto, lo spostamento e la ricollocazione di una ‘struttura polivalente dotata di servizio igienico pubblico’. “È proprio quest’ultimo passaggio – spiega in una nota Oltre – ad aver acceso i riflettori. Nel testo della delibera non compare mai il riferimento a una struttura contestata o a un possibile abuso edilizio: il manufatto viene descritto come un bene da trasferire in una posizione più funzionale. Eppure resta aperto il dubbio che si tratti dello stesso immobile che nel 2023 sarebbe finito nel mirino degli uffici comunali, con diffide, sopralluoghi della Polizia Locale e informative trasmesse all’Autorità Giudiziaria. Se così fosse, il salto da una fase di contestazione a una di valorizzazione e ricollocazione apparirebbe quanto meno singolare, soprattutto in assenza di un chiarimento preliminare sullo stato giuridico-edilizio della struttura.

La Giunta, in ogni caso, può programmare interventi e impartire indirizzi agli uffici. Ma il semplice richiamo allo “spostamento” non sembra sufficiente a sciogliere i nodi pregressi: eventuali difformità del titolo edilizio, la diffida comunale del 2023, il mancato ripristino dei luoghi, possibili violazioni della convenzione, procedimenti ancora pendenti e la posizione del soggetto affidatario. Una struttura eventualmente irregolare, osservano gli addetti ai lavori, non diventa legittima solo perché inserita in un progetto di riqualificazione.

A sollevare i dubbi è l’associazione Oltre. “Prima di parlare di valorizzazione bisogna chiarire se quella struttura sia legittima, quale sia il suo titolo edilizio e se le contestazioni del 2023 siano state definite. Non si può riqualificare ciò che non è stato prima regolarizzato”, afferma l’Avv. Andrea Viscovo, presidente di Oltre.

“Un altro punto critico riguarda la gestione della Villetta Navarro. La delibera la presenta come area verde destinata alla fruizione collettiva, ma non chiarisce chi la gestisca oggi, sulla base di quale titolo, se la convenzione del 2020 sia ancora valida o scaduta e quale sia il ruolo dell’associazione che in passato ne aveva la disponibilità. Si programma così la riqualificazione di uno spazio pubblico senza definire prima chi ne abbia la concreta disponibilità e il controllo. Il Comune deve chiarire con precisione chi ha in mano l’area, con quale convenzione e per quanto tempo. I cittadini hanno diritto alla trasparenza, soprattutto quando si interviene su un bene pubblico e su una struttura che presenta ancora zone d’ombra”, aggiunge Ivan Aprea, vicepresidente di Oltre.

Sul piano finanziario, poi, le incognite non mancano. L’atto rinvia agli uffici la verifica delle risorse, ma non indica costi, fonti di finanziamento o coperture economiche. Non è quindi chiaro quanto costerà l’intervento né chi sosterrà le spese per lo spostamento della struttura. Se il manufatto fosse stato realizzato da un’associazione con risorse private su area pubblica, andrebbe inoltre chiarita la titolarità del bene: comunale, associativa o comunque non ancora definita in modo univoco.

Infine, il richiamo alle esigenze della Stazione dei Carabinieri può giustificare interventi su parcheggi, viabilità e sicurezza, ma appare meno immediato il nesso con la ricollocazione della struttura polivalente. In sintesi, la Delibera n. 48 apre formalmente la trasformazione della Villetta Navarro, ma lascia sul tavolo i punti essenziali: stato della struttura, esiti delle contestazioni, gestione dell’area, titolarità del manufatto e coperture finanziarie.