Cercola. Mancate sanzioni  agli abusivi dei garages al Parco Edilfutura: risultò determinante ‘aiutino’ dell’Ufficio Tecnico del Comune? Ecco il documento sospetto

Cercola (Na) – Da qualche settimana, in città e nei palazzi istituzionali stanno circolando voci – del tutto false – rispetto a una presunta condanna penale subita dallo scrivente direttore responsabile di TuttoVesuvio relativamente all’inchiesta giornalistica riguardante l’abbattimento, anche grazie al nostro lavoro documentale, degli abusi edilizi al Parco Condominio Edilfutura. Tutto falso, il fatto è questo: a seguito di una querela sporta dall’amministratore del condominio Mario Paudice, anche vicepresidente del consiglio comunale, nei confronti dello scrivente e riguardante una presunta diffamazione subita dallo stesso si sono susseguiti una serie di passaggi giudiziari che hanno determinato la fissazione di un giudizio previsto per settembre. quindi, nessuna condanna, ma soltanto l’inizio di una lite giudiziaria. Saremo, ancora una volta, in Tribunale per dimostrare la fondatezza delle verità riportate nei nostri pezzi giornalistici, supportata da atti e documenti ufficiali. Un dato inequivocabile che sottolineiamo è questo: il querelante Mario Paudice ufficialmente ha commesso un abuso edilizio, successivamente ripristinato, dopo aver tentano invano una singolare sanatoria. Mentre lo scrivente direttore responsabile di TuttoVesuvio, dopo aver pubblicato centinaia e centinaia di inchieste giornalistiche sulla legalità, ricevendo tante attenzioni dalle autorità e spesso foriere di ripristino delle regole, subendo anche una quarantina di querele, non è mai stato condannato. La differenza dei profili in campo è tutta qua.

Noi di TuttoVesuvio non abbiamo calato l’attenzione su una vicenda politico amministrativa di Cercola che ha imbarazzato fortemente la tenuta democratica delle istituzioni cittadine: ci riferiamo alla mancata applicazione da parte dell’ufficio tecnico comunale delle sanzioni pecuniari (sembrano sette da 20.000€ per ogni lotto) agli oltre sessanta proprietari dei posti auto aperti che furono trasformati abusivamente in garages al Parco Edilfutura e tantomeno gli stessi tecnici comunali hanno acquisito al patrimonio comunale tali posti auto. Il consiglio comunale, presieduto dal geometra Giorgio Esposito, non ha ritenuto opportuno determinare le indennità di occupazione del suolo pubblico, presumibilmente imposte dalla legge, rispetto alla tenuta abusiva in quasi dieci anni di quei garages. Insomma, un flirt continuo tra politica e dirigenti del comune al fine di instillare un dubbio tra la popolazione che un politico potrebbe avere privilegi e aiutini rispetto al cittadino normale. Nemmeno la Sovrintendenza ai Beni Ambientali di Napoli, chiamata in causa grazie all’aiutino dei distratti tecnici comunali, ha certificato la compatibilità urbanistica degli oltre sessanta garages abusivi. In pratica l’ordinanza dirigenziale n.5/2017 di rimozione degli abusi edilizi è stata eseguita solo ad ottobre 2026 perchè l’UTC di Cercola ha ritenuto che l’ordinanza fosse stata sospesa da una nota di Mauro Formisano, inviata il 28 aprile 2017 al comando di Polizia Municipale. Non abbiamo ancora sentito le scuse pubbliche in consiglio comunale del vicepresidente del consesso Mario Paudice.

La nostra inchiesta giornalistica continua, a prescindere del processo in corso su accuse di diffamazione che ci vede ‘tranquillamente’ in campo. Emergono in modo plastico i dubbi e le perplessità per la mancata acquisizione al patrimonio comunale e la fissazione dell’indennità di occupazione del suolo pubblico dal 2017 al 2026, periodo nel quale i garage erano abusivi. E il dato amministrativo che più fa riflettere è la mancata applicazione di una, o presumibilmente sette multe da 20,000€ ai proprietari abusivi.

Noi di TuttoVesuvio pubblichiamo il documento sospetto che ha dato origine a equivoci documentali distrazioni e opacità nell’azione amministrativa dei tecnici municipali: in particolare del responsabile del servizio Lorenzo D’Alessandro al suo posto dal 2017, la politica e i sindaci non tengono conto dall’obbligo di rotazione dei dirigenti dei settori sensibili e ad alto rischio corruttivo e infiltrazione mafiosa. Naturalmente, noi di TuttoVesuvio sul caso stiamo preparando un dettagliato esposto da consegnare alle autorità di controllo e giudiziarie del territorio : esponiamo alle autorità al fine di combattere energicamente le querele , a nostro avviso gratuite, che stanno arrivando a ritmo incessante. Non ci spaventano, saremo più attenti e incisivi nello svelare le criticità del sistema istituzionale locale in tutte le sedi necessarie.

La sospensione dell’efficacia dell’ordinanza n.5/2017 la dichiarò Mauro Formisano, istruttore tecnico, non il suo superiore responsabile di servizio. Da qui, e per nove anni: distrazioni opacità e ‘aiutino’ al politico. Ecco il documento che ha dato origine al presunto ‘aiutino’ al vicepresidente del consiglio comunale Mario Paudice. Parliamo di una nota interna al comune inviata il 28 aprile 2017 da Mauro Formisano, responsabile di quel procedimento e istruttore tecnico, al comandante della Polizia Municipale Bruno D’Ambrosio dell’epoca, anche quest’ultimo in pensione, Formisano ‘informava’ i caschi bianchi che Mario Paudice, a seguito di una delibera di assemblea di condominio comunicò di aver assegnato a un tecnico di preparare l’ istanza di conformità urbanistica e per tale motivo , secondo Formisano, l’ordinanza di rimozione 5/2017 era sospesa. Mauro Formisano, fungeva da istruttore tecnico .- categoria C .- non avrebbe mai potuto sospendere un’ordinanza emessa dal suo superiore responsabile del servizio. Il diritto amministrativo è chiaro su questo: c’è stato un equivoco distrazione o aiutino al politico di turno? La risposta al quesito ci chiarirà definitivamente cosa è accaduto. Tant’è vero che tale sospensione fosse presumibilmente irregolare lo certificherebbe lo stesso comandante dell’epoca Bruno D’Ambrosio che nel febbraio 2024, non tenendo conto della letterina di Formisano, emise un verbale di inottemperanza all’ordinanza n.5/2017 relativamente alla mancata demolizione degli abuisi edilizi. Altra storia, ancora più singolare, resta la trasmissione dell’istanza di conformità urbanistica alla Sovrintendenza Ambientale di Napoli appena due anni dopo.

IL DOCUMENTO SOSPETTO DI MAURO FORMISANO – SOSPENSIONE ORDINANZA: ERA REGOLARE?

Ordinanza n.5/2017 del responsabile servizio – demolizione garages abusivi del Parco Edilfutura.

Restate sintonizzate su TuttoVesuvio, prossimamente inchiesta sui concorsi al comune di Cercola: documenti e testimonianze pesantissime!