Volla. ‘Casa di Comunità’ è già caos. Scontri sindacali, direzione Asl Na 3 nicchia. Paola Tammaro (SIM): Manca piano del fabbisogno del personale

Volla (Na) – E’ già caos per la Casa di Comunità a Volla in via Einaudi, infatti, dopo la pomposa inaugurazione con la parata dei politicanti del territorio – imbarazzanti quelli del PD arrivati lo stesso anche se i loro riferimenti territoriali, sindaco Di Costanzo in testa, non la votarono in consiglio comunale – e il classico buffet emergono degli scontri sindacali sull’effettiva applicazione dell’accordo nazionale relativamente le risorse da impiegare nella neo struttura del Distretto Sanitario n.50 facente capo all’Asl Na 3.

Al di la dell’obiettivo politico che si sta portando avanti con queste scelte aziendali che determinerebbero in pochi anni la scomparsa del medico di base, la battaglia sindacale che vede confrontarsi i sindacati del FFMG e dello SMI si fonda principalmente sul metodo di reclutamento del personale che si vuole utilizzare della Casa di Comunità e i toni si fanno aspri tra le due sigle sindacali in mancanza di una chiarezza da parte della direzione Asl Na 3 sulla reale situazione del fabbisogno del personale necessario da impiegare nel presidio sanitario nonostante lo stesso SIM abbia attivato, senza successo, un regolare accesso agli atti.

Paola Tammaro – referente ASL NA 3 – :l’Azienda individua il fabbisogno e alloca il personale convenzionato già operante ad attività oraria; soltanto successivamente, sentito il referente AFT ove presente, ripartisce il fabbisogno residuo tra i medici a ciclo di scelta individuati dalla disposizione, nel territorio di competenza della struttura. “La scrivente Organizzazione Sindacale SMI – ecco quanto riferisce il medico Paola Tammaro, referente ASL NA 3 in una nota sindacale inviata ai vertici sanitari – chiede a codesta Azienda di applicare rigorosamente la disciplina pattizia nell’organizzazione delle attività presso la Casa della Comunità di Volla, evitando che le richieste contenute nella diffida FIMMG Napoli dell’8 ottobre 2026 siano assunte come fonte di nuovi obblighi per i medici convenzionati. In particolare, si contesta la tesi secondo cui una programmazione rivolta ai soli medici RUAP sarebbe, per questo solo motivo, contraria all’ACN e dovrebbe necessariamente essere estesa ai medici già incaricati a ciclo di scelta. Tale affermazione, nella misura in cui pretende un coinvolgimento generalizzato e preventivo di questi ultimi, è palesemente falsa sul piano del contenuto contrattuale e contrasta con la sequenza organizzativa che la stessa FIMMG ha sottoscritto.L’articolo 31, comma 6, come formulato dall’articolo 2 dell’Accordo sulle Case della Comunità sottoscritto il 23 giugno 2026, distingue infatti due passaggi: l’Azienda individua il fabbisogno e alloca il personale convenzionato già operante ad attività oraria; soltanto successivamente, sentito il referente AFT ove presente, ripartisce il fabbisogno residuo tra i medici a ciclo di scelta individuati dalla disposizione, nel territorio di competenza della struttura.“

Paola Tammaro: i medici a ciclo di scelta devono essere impiegati dopo la ricognizione del personale e solo in via residuale. “La residua necessità di copertura – continua la nota di Paola Tammaro, referente SIM Asl NA 3 .- costituisce, dunque, il presupposto della ripartizione. Se il fabbisogno risulta già soddisfatto attraverso il personale ad attività oraria, non può essere creato artificialmente un debito aggiuntivo per i medici a ciclo di scelta, né può essere modificata la programmazione al solo scopo di coinvolgerli comunque. La ricognizione delle risorse disponibili non equivale all’assegnazione indiscriminata di turni. Il limite fino a sei ore settimanali non autorizza a imporre automaticamente sei ore a ciascun medico. La quantità delle ore da distribuire deve trovare riscontro in un fabbisogno residuo effettivo, quantificato e documentato. Diversamente, la procedura diventerebbe uno strumento di estensione degli obblighi anziché di copertura delle necessità assistenziali. FIMMG non può sottoscrivere una disciplina che subordina il coinvolgimento dei medici a ciclo di scelta a una precisa sequenza e poi chiedere all’Azienda di applicarla
come se prevedesse una chiamata generalizzata. Una richiesta sindacale non modifica l’ACN e non dispensa l’Amministrazione dal motivare le proprie determinazioni.Analoga precisione è necessaria sul sabato. La fascia dal lunedì al venerdì, ore 8–20, è prevista per le attività del comma 6. Tale limite non può essere automaticamente trasferito alle diverse attività orarie dei RUAP, disciplinate dal comma 4 e dalle disposizioni pertinenti al singolo incarico. La legittimità dei turni deve essere valutata rispetto alla posizione contrattuale dei destinatari, senza sovrapporre regimi differenti.Si ribadisce inoltre che i medici del ruolo unico di assistenza primaria, attraverso l’integrazione dell’attività a ciclo di scelta e dell’attività oraria e la turnazione programmata dall’Azienda, concorrono a garantire la continuità dell’assistenza 24 ore su 24, sette giorni su sette, comprese le fasce notturne, prefestive e festive, secondo il modello organizzativo previsto dall’articolo 44 dell’ACN. La copertura h24 è assicurata dal servizio nel suo complesso, nel rispetto del monte ore e delle condizioni contrattuali individuali. Non è pertanto corretto invocare il limite dal lunedì al venerdì stabilito per le attività dell’articolo 31, comma 6, per escludere in via generale i RUAP dalla turnazione del sabato o dagli altri turni previsti per l’attività oraria.Quanto al trattamento economico, la somma di euro 41,86 indicata nella diffida FIMMG non può essere recepita come tariffa generale sulla sola base di un prospetto retributivo. Per i medici del comma 6, il testo sottoscritto contempla euro 38,72 omnicomprensivi e ammette integrazioni regionali correlate a ulteriori funzioni specifiche. Eventuali importi diversi richiedono l’indicazione della fonte applicabile, dei destinatari e dei relativi presupposti.
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“Per tali ragioni, SMI chiede formalmente a codesta Azienda: . chiude la nota Paola Tammaro referenete ASL NA 3 –

  1. Di respingere ogni richiesta di coinvolgimento automatico dei medici a ciclo di scelta che prescinda dalla preventiva allocazione del personale ad attività oraria e dalla verifica del fabbisogno residuo.
  2. Di comunicare il fabbisogno della Casa della Comunità di Volla, il personale ad attività oraria allocato, le ore assicurate e l’eventuale scopertura residua, trasmettendo gli atti di programmazione e i criteri di ripartizione.
  3. Di verificare la nota prot. n. 0258383 del 07/10/2026 rispetto agli incarichi effettivamente interessati, rettificando esclusivamente le disposizioni che risultino difformi dall’ACN, senza introdurre ulteriori obblighi sulla base della diffida FIMMG.
  4. Di precisare distintamente il trattamento economico applicabile alle diverse tipologie di attività e la fonte di ogni eventuale integrazione, evitando equiparazioni prive di fondamento pattizio.
  5. Di impartire ai Distretti e ai referenti AFT indicazioni uniformi, aderenti al testo contrattuale, e di astenersi da contestazioni o iniziative sanzionatorie fondate su obblighi non correttamente individuati.”

In pratica i medici di base del SIM – Asl Na 3 fanno sapere che sono pronti a rendersi disponibili fino a un massimo di sei ore settimanali, come stabilito dall’Accordo Nazionale firmato anche dalle sigle sindacali, in un ambito di collaborazione e di tutela dell’interesse dei pazienti, rispettando quello che dispongono le norme convenzionali. La posizione del SIM si concretizza in piena trasparenza, dal momento in cui si ha contezza reale delle necessità sul fronte del fabbisogno del personale relativo al Distretto Sanitario n. 50 per la relativa copertura prevista con i medici di continuità assistenziale e dei medici RUAP ( ruolo unico n.d.r.) di cui ad oggi non si conosce l’elenco, nonostante la richiesta di accesso agli atti dello stesso SIM ancora inevasa, Quindi, la confusione balla sulla mancata conoscenza del fabbisogno del personale di chi ha scelto il ruolo unico, e quindi, e se non si riescono a coprire le necessita solo in via residuale si invitano a coprire le sei ore i medici di famiglia a ciclo di scelta. La scelta politica di accentramento nella Casa di Comunità potrebbe risultare deleteria per i pazienti perché verrà a decadere il rapporto fiduciario e la vicinanza degli studi medici. Senza poi verificare il rapporto giuridico ibrido dell’Asl con i medici stessi: considerato a convenzione oppure para subordinato a convenienza dell’ASL stessa per sopperire ad una scelta senza programmazione e scellerata sostenuta ed avallata dal maggiore sindacato dei medici la FIMMG costituito per la maggioranza da medici ultracinquantenni.