Cercola (Na) – Un’altra tegola giudiziaria si è abbattuta al Municipio di Cercola: in questi giorni è stato emesso il decreto di citazione in giudizio davanti al giudice Liccardo del Tribunale di Nola nei confronti del Comandante della Polizia Municipale Vincenzo Montella, accusato di false attestazioni e certificazioni commesse tra settembre e ottobre 2024 periodo in cui era in servizio effettivo al comune di Marigliano e a scavalco al Municipio di Cercola. Le indagini sono state condotte dal dal sostituto procuratore di Nola Francesco Maria Vicino che si è avvalso per l’attività di polizia giudiziaria degli agenti del comando della Polizia Municipale di Pomigliano d’Arco, all’epoca – anno 2024 – guidati dal dirigente – tenente colonello Emiliano Nacar. Vincenzo Montella messo alla guida dei caschi bianchi a Cercola fu una scelta determinata dell’attuale sindaco Biagio Rossi che non tenne in considerazione le comunicazioni inviate in forma riservata dall’ex segretario generale del comune Valentina Santini che sollevò la questione dell’inopportunità di nominare a capo della Polizia Municipale chi avesse procedimenti penali in corso per reati contro la Pubblica Amministrazione. Questo fu un altro episodio che determinò la reazione brutale della Giunta Municipale nei confronti del capo dell’anticorruzione Valentina Santini che fu costretta ad abbandonare il comune di Cercola.
Andiamo ai fatti del contenzioso penale nei confronti del capo dei caschi bianchi Vincenzo Montella. 5 espisodi controversi al centro delle accuse della Procura della Repubblica di Nola.
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Nola ha disposto la citazione diretta a giudizio di Vincenzo Montella, all’epoca dei fatti dipendente di ruolo della Polizia Locale del Comune di Marigliano e, nello stesso periodo, responsabile a scavalco della Polizia Municipale di Cercola. Il procedimento è iscritto al n. 6749/2024 R.G.N.R. A Montella viene contestato il reato previsto dagli artt. 81, secondo comma, c.p. e 55-quinquies del d.lgs. n. 165/2001, disposizione che punisce la falsa attestazione della presenza in servizio del pubblico dipendente. Il processo è stato fissato dinanzi al Tribunale di Nola per il 23 aprile 2027. Secondo il capo d’imputazione, Montella, agendo in tempi diversi e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, avrebbe attestato falsamente la propria presenza presso il Comune di Marigliano mentre risultava contemporaneamente in servizio presso il Comune di Cercola. La contestazione non riguarda, dunque, una generica assenza dal lavoro. Il punto centrale è la presunta sovrapposizione tra le presenze registrate nei due Comuni: a Cercola attraverso il badge elettronico e a Marigliano mediante la compilazione del foglio delle presenze. I cinque episodi contestati La Procura individua cinque episodi, compresi tra il 30 luglio e il 15 ottobre 2024: Vincenzo Montella, scriviamo del primo episodio, il 30 luglio 2024 avrebbe attestato mediante badge la propria presenza presso il Comune di Cercola fino alle ore 14.16 e avrebbe contemporaneamente dichiarato, nel foglio delle presenze del Comune di Marigliano, di essere in servizio in quest’ultimo ente dalle ore 13.45. Il secondo episodio si registra il 27 agosto 2024 e avrebbe registrato la propria presenza a Cercola fino alle ore 14.16, dichiarando però di essere presente a Marigliano già dalle ore 13.45. Il terzo episodio risale al 24 settembre 2024: avrebbe attestato la presenza presso Cercola fino alle ore 13.45 e dichiarato la presenza a Marigliano a partire dalla stessa ora; 1° ottobre 2024: Montella avrebbe registrato mediante badge la presenza a Cercola fino alle ore 14.13, dichiarando nel foglio di Marigliano di essere in servizio già dalle ore 13.45- Il qiarto episodio accade il 15 ottobre 2024: l’attuale capo dei caschi bianchi a Cercola avrebbe attestato la presenza presso Cercola dalle ore 8.12 alle ore 17.25 e, contemporaneamente, avrebbe dichiarato di essere in servizio a Marigliano a partire dalle ore 7.20. Quinto e ultimo episodio presenta, nell’impostazione accusatoria, una sovrapposizione particolarmente estesa: Montella risulterebbe presente a Cercola per l’intera giornata lavorativa e, al contempo, in servizio anche presso Marigliano. Il Comune di Marigliano viene indicato nel decreto quale parte offesa. Questi sono gli addebiti formulati dalla Procura e non fatti già definitivamente accertati. Montella potrà contestarli nel processo, spiegare le modalità di registrazione delle presenze e produrre gli elementi ritenuti utili alla propria difesa.
L’ex segretario generale del comune Valentina Santini informò sindaco Biagio Rossi e Anac dei contenziosi penali di Montella e sulla presunta incompatibilità per ricoprire il ruolo di Comandante della Polizia Municipale. Montella restò al suo posto. Il caso curioso e preoccupante che investe anche la politica locale risulta essere la mancata difesa del ruolo legalitario di Valentina Santini, all’epoca segretario generale del comune di Cercola e responsabile dell’anticorruzione. Valentina Santini venne ufficialmente a conoscenza di un’indagine già in corso quando gli investigatori arrivarono nel suo ufficio per acquisire gli atti, la stessa prese conoscenza ufficiale dell’esistenza del procedimento. Contestualmente apprese che Montella era già stato destinatario di due provvedimenti disciplinari adottati dal Comune di Marigliano. Alle due vicende disciplinari erano seguiti procedimenti penali: il primo era stato archiviato, mentre il secondo — quello relativo alle presunte false attestazioni della presenza — era ancora in corso. Il giorno successivo, 14 novembre 2024, Santini informò riservatamente il sindaco di Cercola Biagio Rossi. Non diffuse gli atti né rese pubblica l’indagine: semplicemente informò il vertice dell’amministrazione di una questione strettamente collegata alle proprie funzioni di responsabile anticorruzione. La nota riservata inviata al sindaco Biagio Rossi e all’ANAC con nota prot. n. 22477 del 22 novembre 2024, Santini formalizzò la segnalazione al sindaco e all’ANAC. Evidenziò, invece, la necessità di valutare la compatibilità della sua situazione con l’incarico di responsabile della Polizia municipale di Cercola, funzione comprendente anche attribuzioni di polizia giudiziaria. Nella nota richiamò: l’indagine penale in corso per ipotesi di reato contro la pubblica amministrazione; i due procedimenti disciplinari conclusi con l’applicazione di sanzioni; la particolare delicatezza delle funzioni esercitate; la dichiarazione resa da Montella in occasione della nomina, nella quale sarebbe stata attestata l’assenza di procedimenti disciplinari. Santini concluse che, a suo giudizio di Responsabile Anticorruzione Montella Montella non poteva ricoprire il ruolo di capo della Polizia Municpale La Santini inbiò un’altra nota anche all’assessore al personale Annunziata Ilardo / quella della mail Scotti n.d.r.) e a tutti consiglieri comunali notiziando su quanto stesse accadendo nella vicenda Montella: la reazione fu il disinteresse di tutto il consiglio comunale, alimentando di fatto l’azione di contestazione della Giunta e del sindaco Rossi nei confronti della Santini culminata con la revoca del segretario generale Santini.
