A  Ponticelli cresce la protesta degli istituti superiori . Quasi due mila studenti a scioperare e in coro: Governo intervenga sul caro vita. Libri e trasporti, costi diventati insostenibili

Napoli – Da Ponticelli si sente ancora più forte il grido di protesta della generazione perbene rappresentata dagli studenti che frequentano gli istituti superiori del quartiere che lanciano la sfida al Governo sulle criticità che impattano sulla scuola relativamente al caro libri e trasporti, solidarizzando anche con gli autotrasportatori in sciopero da giorni. Quasi duemila, si sono radunati per mettere in campo uno sciopero che sta catturando di giorno in giorno sempre più attenzione e appassionati. Dopo le due ore di sciopero , gli studenti dei quattro istituti – ISIS Archimede, Istituto d’Istruzione Superiore De Cillis Sannino, ITT Marie Curie e il Liceo Calamandrei – dalla strada sono rientrati verso le rispettive sede e fuori agli istituti hanno continuo il loro composto ed energico sciopero.

ECCO LE TESTIMONIANZE DEGLI STUDENTI

VIDEO DI GIOVANNI FRANCESCO GALLO DELL’ ITT MARIE CURIE: “FAREMO CAPIRE AL GOVERN CHE CI ASCOLTI, SE NON CI SCALTANO FAREMO IN MODO CHE LO FACCIANO….”

Francesco Pio Andreoni (IIS De Cillis – Sannino): garantiteci il diritto allo studio, misure per il caro libri materiale scolastico e trasporti pubblici. “Noi studenti dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “IIS Sannino-De Cillis” siamo scesi in strada per difendere i nostri diritti: contro il caro vita, per la dignità e per il futuro delle nuove generazioni. Commenta ai nostri taccuini Francesco Pio Andreoni, in qualità di rappresentante d’istituto De Cillis – Sannno (Succursale Sannino) – mi faccio portavoce di una richiesta chiara: più opportunità e condizioni dignitose per costruire il nostro futuro. Il caro vita pesa sul diritto allo studio, tra libri, trasporti e materiale scolastico, mentre le strutture scolastiche necessitano ancora di interventi concreti. Al nostro fianco ci sono anche i camionisti, che chiedono condizioni di lavoro più giuste e denunciano il peso del caro vita. Non chiediamo privilegi, ma diritti e risposte concrete: il futuro non deve dipendere dalle possibilità economiche delle famiglie ma essere un’opportunità per tutti.”

Antonio Pispico: il Governo non investa nel riarmo, ma ib infrastrutture scolastiche e relative manutenzioni. “Contestiamo – dichiara Antonio Pispico, rappresentante d’istituto dell’ISIS Archimede di Ponticelli – la scelta di destinare risorse al riarmo mentre le scuole continuano a non avere fondi sufficienti per le infrastrutture e la manutenzione. Non è una protesta contro i nostri istituti, ma contro un Governo che, secondo noi, dovrebbe dare priorità all’istruzione e al futuro dei giovani. Terminata la manifestazione, gli studenti dell’Archimede hanno continuato la protesta davanti alla propria scuola, dimostrando di voler far sentire la propria voce.“

VIDEO – Raduno degli studenti che frequentano gli istituti superiori di Ponticelli: arrivano anche da Cercola Volla e altri quartieri della zona.

Serena De Simone: Non siamo scesi in piazza per creare divisioni, ma per essere ascoltati: il nostro futuro ci riguarda e la nostra voce merita rispetto. “Ci tengo a precisare – commenta Serena De Simone, in qualità di rappresentante d’istituto sell’istituto Sannino-De Cillis (Succursale De Cillis) – che la protesta non è contro le nostre scuole o i professori, ma è rivolta al Governo, dal quale chiediamo risposte e interventi concreti. Ringrazio Conny Del Giudice e Conny Veneruso per il prezioso aiuto nell’organizzazione. Non sono candidate alle prossime elezioni per la rappresentanza d’istituto, ma hanno scelto comunque di impegnarsi per questa causa. Non siamo scesi in piazza per creare divisioni, ma per essere ascoltati: il nostro futuro ci riguarda e la nostra voce merita rispetto.“

Giovanna Bianco: Da Ponticelli lanciamo un messaggio chiaro: non chiediamo privilegi, ma ascolto, tutele per il diritto allo studio e risposte concrete alle difficoltà che giovani e famiglie affrontano ogni giorno. “Ho sentito la responsabilità – ha commentato Giovanna Bianco candidata alle prossime elezioni per la rappresentanza d’istituto dell’ITT Marie Curie – di trasformare il malcontento di tanti studenti in un’iniziativa concreta. Insieme ad altre scuole del territorio di Ponticelli, ho promosso una mobilitazione studentesca per dare voce alle difficoltà che viviamo quotidianamente. Il carovita e l’aumento delle spese stanno mettendo in difficoltà tante famiglie, con conseguenze anche sul mondo della scuola. Tra trasporti, libri e materiale didattico, il diritto allo studio rischia di diventare sempre più difficile da esercitare per chi vive in condizioni economiche svantaggiate. Il diritto allo studio non può dipendere dal reddito familiare. Ogni studente deve avere la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere penalizzato da difficoltà economiche che non dipendono da lui. In un momento attraversato da proteste e scioperi, crediamo sia fondamentale che anche noi giovani facciamo sentire la nostra voce. La scuola non è separata dalla società: ciò che accade fuori dalle aule influenza direttamente le nostre vite e le nostre prospettive. La mobilitazione che abbiamo promosso a Ponticelli vuole dimostrare che gli studenti non sono spettatori passivi, ma cittadini capaci di unirsi, partecipare e chiedere cambiamenti. Essere candidata alla rappresentanza d’istituto, per me, significa proprio questo: ascoltare i miei compagni, farmi portavoce delle loro esigenze e assumermi la responsabilità di agire concretamente. La nostra iniziativa non è una semplice protesta né un’occasione legata alla campagna elettorale. È una presa di posizione collettiva, che va oltre ogni candidatura personale e mette al centro il futuro di tutti gli studenti. Da Ponticelli lanciamo un messaggio chiaro: non chiediamo privilegi, ma ascolto, tutele per il diritto allo studio e risposte concrete alle difficoltà che giovani e famiglie affrontano ogni giorno. Il nostro futuro non può essere il prezzo da pagare per una crisi che non abbiamo scelto. Per questo continueremo a far sentire la nostra voce, con determinazione e responsabilità, perché la scuola deve offrire opportunità a tutti, non amplificare le disuguaglianze. La partecipazione è il primo passo per cambiare le cose. E noi studenti abbiamo deciso di fare la nostra parte.“